lunedì 17 giugno 2013

I vitigni Bianchi che amo di più


Un elenco dei vitigni a bacca bianca che preferisco........un volta trasformati in uva s'intende!
Inzolia (Ansonica)L'Inzolia esprime il meglio di sé con climi caldi e ventilati, si ossida facilmente, vinificata in purezza dà vini di corpo e di lungo invecchiamento. Ottimi i vini Siciliani e Maremmani a base di Inzolia, ampia struttura e complessità per i vini selezionati e vinificati in acciaio, si presta anche ad affinamenti in barrique con ottimi risultati. Il vitigno per le sue caratteristiche è degno ed importante elemento nei vini passiti e dolci (Marsala).
 Gewürztraminer
Vitigno a buccia rosa da cui derivano dei vini di buona acidità e di corpo pieno. Questa varietà è caratterizzata da un profumo inebriante e aromi opulenti. In Italia è conosciuto anche come Traminer aromatico ed è diffuso ed ottimo in Alto Adige per una perfetta maturazione richiede un importante escursione termica ed una elevata (intorno ai 500mt) e buona esposizione. Stupendo con i gamberoni! 
Moscato Bianco
Sotto questo nome si raccolgono molte varietà aromatiche a bacca bianca. In Italia è detto anche Moscato di Canelli. Da origine all'Asti (vino secco e fermo) e al Moscato d'Asti che io prediligo per la stupenda freschezza, fragranza e, per un goloso come m, l’abbinamento con i dolci alla crema! 
Pecorino
Varietà a bacca bianca diffuso nelle Marche. grande longevità, struttura e persistenza. Da abbinare con carni bianche 
Picolit
Varietà autoctona friulana a bacca bianca. Con il Picolit si produce un vino dolce molto raro e, purtroppo, costoso, da uve appassite. Abbinamenti speciali con formaggi piccanti erborinati.Riesling
Varietà a bacca chiara originaria del Reno. In Italia i migliori son quelli dell'Alto Adige. Grande mineralità, freschezza e armonia olfattiva e gustativa. Duttile con tutte le pietanze di pesce e crostacei. 
Sauvignon Blanc
Varietà a bacca bianca aromatica e fragrante dalla quale si producono alcuni dei bianchi secchi più popolari al mondo. Questa varietà viene spesso chiamata semplicemente Sauvignon, specie in etichetta, la caratteristica tipica di quest’uva è il profumo penetrante, complesso se la struttura è importante. In Italia Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige sono le regioni più adatte. Niente legno per questi vini! 
Verdicchio dei castelli di Jesi
Varietà a bacca bianca dell'Italia centrale che vanta molte sottovarietà. Amo quelli più strutturati ed in questo caso anche un moderato passaggio in barrique non guasta, anzi. Sono in pochi i produttori che riescono ad esprimere la meglio le potenzialità di questo vitigno.
 Zibibbo
In realtàè il Moscato di Alessandria, sebbene d'importazione probabilmente araba, il suo nome deriva dall'arabo Zabib che significa uva secca, ha trovato a Pantelleria il suo habitat ideale. Queste uve vengono utilizzate prevalentemente per produrre il famoso Moscato di Pantelleria, luogo dove raggiunge la massima espressione. I vini, dolci e aromatici con una gradazione che va dai 12,5 ai 23° circa secondo la tipologia vengono utilizzati per accompagnare la pasticceria tipica siciliana, formaggi piccanti stagionati o come vini da meditazione. Lasciate perdere le bottiglie che costano poco sono prodotte altrove chissà come……..

martedì 4 giugno 2013

UNA SELEZIONE SPECIALE DI VINI A PREZZI INCREDIBILI



I PREZZI PIU’ BASSI DEL MERCATO!

Vendita e consegna Vini in loco o a domicilio
I prezzi indicati sono validi per tutto l’anno 2013 e comprendono la consegna a domicilio nelle provincie di Roma e Viterbo purchè l’ordine sia di almeno € 200,00 e il pagamento avvenga in contanti alla consegna (prevista entro 7 giorni lavorativi salvo diverso accordo per urgenze). Se venite a prendere il vino direttamente il prezzo è quello indicato e per importi maggiori di € 300,00 applicherò un ulteriore sconto del  5%. Le richieste di acquisto dovranno pervenire al seguente indirizzo e-mail: enotecanepesina@tiscali.it fornendo il proprio Nome, Cognome, indirizzo e recapito telefonico; sarete contattati immediatamente. Per informazioni sui vini è indicato il riferimento al sito del Produttore ed in ogni caso potete chiedere direttamente a me e sarò ben lieto di fornirvi le informazioni dettagliate e le caratteristiche di tutte le etichette e le annate.
  • Brunello di Montalcino D.o.c.g. – 2004 € 30,00
  • Brunello di Montalcino Tenuta Nuova D.o.c.g. – 2004 € 42,00
  • Brunello di Montalcino D.o.c.g. MAGNUM – 2004 € 60,00 in legno
Az. Agricola Capanna http://www.capannamontalcino.com/
  • Brunello di Montalcino DOPPIO MAGNUM – D.o.c.g. 1999/2001/ € 95,00 in legno
  • Brunello di Montalcino MAGNUM – D.o.c.g. 2001/2004/ € 52,00 in legno
  • Bolgheri Rosso D.o.c. – 2007 € 18,00
  • Bolgheri Rosso D.o.c. MAGNUM in conf. – 2006 € 30,00
  • Paleo Rosso I.g.t. – 2004 € 50,00 in legno
  • Paleo Rosso Magnum 2005 I.g.t. – 2005 € 88,00
  • Scrio in confezione legno i.g.t. - 2004 € 67,00
Podere Guado al Melo http://www.guadoalmelo.it/
  • Bolgheri Rosso D.o.c. – 2006 € 15,00
  • Jassarte Rosso I.g.t. – 2005 € 18,00
Az. Agricola Roccapesta http://www.roccapesta.it/
  • Morellino di Scansano Rosso D.o.c. – 2006 € 12,00
  •  Morellino di Scansano Rosso D.o.c. Magnum – 2006 € 22,00 in conf. legno
  • Morellino di Scansano Rosso Riserva Calestaia D.o.c. – 2005/2006 € 20,00
Grattamacco/Colle Massari http://www.collemassari.it/
  • Bolgheri Rosso D.o.c. – 2006 € 14,50
  • Colle Massari Montecucco Rosso Riserva D.o.c. - 2006 € 18,00
  • Grattamacco Rosso D.o.c. – 2005 € 35,00
Tenuta dell’Ornellaia http://www.ornellaia.com/
  • Le Volte Rosso I.g.t. – 2006 € 12,50
  • Le Serre Nuove D.o.c. Rosso – 2006 € 28,00 in confezione
Tenuta di Capezzana http://www.capezzana.it/
  • Villa di Capezzana Rosso D.o.c.g. – 2005 € 18,00
  • Trefiano Rosso D.o.c.g. Magnum – 2004 €35.00
Antinori /Castello della Sala (Toscana e Umbria) http://www.antinori.it/ita/index.php
  • Muffato della Sala Passito I.g.t. – 2006 € 28,00
  • Cervaro della Sala bianco I.g.t. – 2007 € 32,00
  • Il Bruciato Igt Bolgheri - 2006 € 15,50
  • Villa Antinori Igt - 2004 €  12,50
  •  Villa Antinori Igt Magnum in legno - 2004 € 29,00
  • Guado al Tasso D.o.c. Rosso – 2005 € 58,00 
  •  Guado al Tasso D.o.c. Rosso Magnum – 2005 € 115,00
  • Tignanello Rosso I.g.t. Magnum – 2005 € 100,00
Eredi di Chiappone Armando http://www.eredechiappone.com/
  • Barbera Nizza Superiore “RU” Rosso D.o.c. – 2004 € 13,50
  • Barbera Chinato S. Michele € 14,00
  • Barolo D.o.c.g. – 2004/2005 € 22,50
  • Barolo Persiera D.o.c.g.– 2005 € 33,00
  • Barolo Persiera Magnum D.o.c.g. – 2005 € 65,00
  • Langhe Rosso Alna D.o.c. – 2006/2007 € 13,00
  • Nebbiolo Rosso D.o.c. – 2005/2006 € 15,00
Gaja (Piemonte/Toscana) www.gajawines.com
  • Promis Ca' Marcanda I.g.t. Rosso Bolgheri € 25,50
  • Dagromis Barolo D.o.c.g – 2004 € 42,00
  • Sperss Rosso D.o.c. – 2004 € 155,00
  • Barbaresco D.o.c.g. – 2004 € 125,00
Az. Agricola Brigaldara http://www.brigaldara.it/it/vini.asp
  • Amarone della Valpolicella D.o.c. – 2004 € 24,00
  • Amarone della Valpolicella Case Vecie D.o.c. MAGNUM – 2003 € 55,00
  • Amarone della Valpolicella D.o.c. Doppio Magnum – 2003 € 84,00 in legno
  • Cht Brulesecaille - Cote de Bourg Bordeaux 2005 € 14,00
  • Cht Brulesecaille - Cote de Bourg Bordeaux  Magnum 2005 € 24,00
  • Chateau La Graviere - Cote de Bourg Bordeaux 2005 € 11,00
  • Cht Yon Saint Christophe - Saint Emilion Bordeaux 2005 € 19,00
S.C.E.A. Chevallier
  • Chablis 1er CRU Montmains - 2007 € 18,00
  • Chablis – 2006 € 14,00

venerdì 5 aprile 2013

Vini biologici e biodinamici….. qual’è la differenza? Come nascono questi vini?

Biologico?  Biodinamico? Le differenze ci sono e sono sostanziali ma esiste molta confusione sull’argomento e tanti operatori “giocano” su questi dubbi per vendere  ciò che preferiscono.
       In effetti la normativa in materia è abbastanza ambigua e suscettibile di diverse interpretazioni. In particolare a livello comunitario dal giugno 2007 l’agricoltura biologica è regolamentata dal Reg. (CE) n˚ 834/2007 che si riferisce alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici.  Per vini biologici si intendono vini che utilizzano uve provenienti da agricoltura biologica, la quale agricoltura biologica fa riferimento all’ecosistema agricolo e mira a sfruttare la naturale fertilità del suolo, a tutelare le biodiversità del territorio in cui agisce, a non far uso di prodotti di sintesi (composti non naturali ma frutto di reazioni chimiche) e organismi geneticamente modificati. Viceversa nulla è prescritto per quanto riguarda i processi di vinificazione, affinamento e maturazione del vino. I produttori di vino “biologico” (la definizione corretta sarebbe “vino proveniente da uve e vigneti condotti con il sistema di agricoltura biologica”) mantengono spesso la loro filosofia gestionale anche in cantina per cui normalmente la vinificazione avviene con procedimenti naturali e con uso molto contenuto o addirittura assente di additivi e correttivi del vino. Per vini biodinamici si intendono vini che utilizzano uve provenienti da agricoltura biodinamica. L’agricoltura biodinamica fa riferimento alla visione del mondo elaborata dal filosofo Rudolf Steiner in merito alla creazione di sistemi che rispettino l’ecosistema terrestre, includendo l'idea di agricoltura biologica e la considerazione che il suolo e la vita su di esso sono un unico sistema. Secondo il metodo biodinamico, la fertilità e la vitalità del terreno devono essere ottenute con mezzi naturali: compost prodotto da concime solido da cortile, materiale vegetale come fertilizzante, rotazioni colturali, lotta antiparassitaria meccanica e pesticidi a base di sostanze minerali e vegetali.
Rendendo vitale la terra ed aumentandone l’attività biologica, le piante crescono in modo naturale, nutrite dall’ecosistema del suolo. La concimazione e la cura del terreno sono quindi finalizzate all’ottenimento e al mantenimento di questo equilibrio (la procedura, molto simile a quella di agricoltura biologica, è in genere più rigorosa nel rispetto dei cicli naturali del vitigno. Il principio dominante è quello di considerare il mondo vegetale come unico sistema nel quale si distinguono due forze formatrici: le terrestri e le cosmiche: le prime sono visibili nella crescita e nella produzione delle sostanze; le seconde nei fenomeni quali la maturazione e la fecondazione. Il vino biodinamico è legato alla terra, alla fertilità del terreno, alle tecniche di coltivazione e ad una scelta oculata tra le comuni tecniche usate in enologia come il raffreddamento delle vasche e il controllo delle fermentazioni tramite la temperatura.
La vinificazione deve tenere conto delle posizioni dei pianeti. La produzione di vini biodinamici comporta quindi una prassi di vinificazione che esclude l’uso di additivi e  operazioni per correggere carenze del vino che non siano naturali. Per l’agricoltura biodinamica non esiste un sistema di certificazione come per l’agricoltura biologica ma sono presenti diverse associazioni di produttori che garantiscono il rispetto e l’applicazione di certi standards produttivi considerati indispensabili.
E’ chiaro che sia per l’agricoltura biologica che biodinamica è  fondamentale il contesto in cui il produttore opera e che deve essere governato anch’esso nel modo più naturale possibile.
Per esempio pensate ad un produttore biodinamico o biologico il cui vicino agricoltore operi con un pesante uso di insetticidi e prodotti di sintesi………
Una conquista importante per i viticoltori biologici italiani ed europei, che dalla vendemmia 2012 potranno utilizzare il termine "vino biologico" sulle etichette per cui il nuovo regolamento permetterà ai viticoltori biologici di utilizzare il termine "vino biologico" sulle etichette, accompagnato dal logo biologico dell'Ue e dal numero di codice dell'organismo di certificazione competente. Insomma, anche il vino biologico, può contare da ora su una legislazione europea armonizzata, mettendo fine ad una moltitudine di standard privati di vinificazione che si sono sviluppati negli anni in diversi Stati membri. E’ doveroso segnalare che il compromesso raggiunto a Bruxelles prevede per il vino biologico una presenza di solfiti pari a 100 milligrammi il litro per i vini rossi e 150 per i vini bianchi e rosé vale a dire “solo” 50 milligrammi in meno per ogni categoria, rispetto ai livelli attualmente in vigore per i vini convenzionali. Tuttavia, per i vini dei Paesi del centro e del nord d'Europa, Francia compresa, in cui è presente un tenore di zucchero residuo superiore a 2 grammi il litro, la presenza limite di solfiti per il vino biologico passa da 100 a 120 milligrammi il litro per i vini rossi, e da 150 a 170 per quelli bianchi e rosé. Un modo per venire incontro ai produttori Francesi e Tedeschi………


lunedì 11 febbraio 2013

Degustazione guidata e cena in compagnia del Chianti Classico e Brunello di Montalcino

Cari amici proseguono le nostre degustazioni mensili al Ristorante "IL CONTADO" - Castel Sant'Elia (VT) , per chi vive o si trova da queste parti (Viterbo sud- Roma Nord) suggerisco di non mancare perchè, a parte uno splendido Chianti Classico Gallo nero, avrò l'onore di aprire una DOPPIO MAGNUM di BRUNELLO DI MONTALCINO dell'Azienda Agricola Capanna della famosa annata 1999 considerata la migliore degli ultimi 15 anni ! ! ! ! ! !  Sarà questa l'occasione per parlarvi del Sangiovese e delle sue molteplici vinificazioni, le due etichette che presentiamo direi che sono le più rappresentative ed apprezzate storicamente a livello mondiale. 
Spero di salutarvi in tanti e vi prego di prenotare con congruo anticipo in quanto i posti sono limitati! A presto, Marco


sabato 2 febbraio 2013

Fattori determinanti la qualità del vino: FATTORI BIOLOGICI



 Ricordiamo quali sono i fattori che determinano la qualità del vino:
FATTORI NATURALI

  • Clima – altitudine , latitudine, precipitazioni ecc.
  • Terreno – contesto naturale, esposizione, tipologia (sciolto, compatto, sabbioso, vulcanico, argilloso, calcareo, umido )ecc.

 FATTORI BIOLOGICI

  •  Vitigno – consono ai fattori naturali
  •  Portainnesto -  da Vite americana (rupestris, berlanderi, riparia),  vigoria compatibile fattori naturali



 FATTORI UMANI

  • Sistema di allevamento- densità di impianto, orientamento filari, forma allevamento, ecc.    
  • Gestione del suolo e della vite – lavorazione terreno, lotta ai parassiti e  muffe, concimazione, irrigazione, potatura, vendemmia ecc.  

 Dei fattori naturali ne abbiamo già parlato con il post del 9 Gennaio scorso, ora tocca ai fattori biologici:
Fattori Biologici: il vitigno è ovviamente determinante e la sua scelta deve indiscutibilmente tenere in considerazione i fattori ambientali e, non ultimo anche gli aspetti commerciali; in linea generale è sempre vincente – per un produttore di nicchia - la regola di basarsi sui vitigni autoctoni ottimizzandone la gestione per ricercare la migliore qualità.
In generale possiamo affermare che nel caso Italia, i vitigni a maturazione precoce (riesling, muller thurgau, pinot, friulano ex tokaj, pinot…..) si adattano bene ad un clima fresco riscontrabile nelle regioni del nord oppure al centro sud a quote più elevate. I vitigni a maturazione media richiedono un clima più temperato ad altezze collinari con una buona escursione termica giorno notte e stagionale (Sangiovese, Aglianico, Montepulciano, Trebbiano…); i vitigni a maturazione tardiva necessitano di climi più caldi e con temperature miti anche ad inizio autunno e possibilmente esposizione a sud (Primitivo, Nero d’Avola, Negroamaro…..). Come sempre ci sono casi particolari come il Pinot Nero che esige forti escursioni termiche e clima freddo per dare il meglio di sé, altri vitigni sono più duttili a produrre pur esprimendo marcate differenze in funzione della zona di produzione e qui parliamo di Merlot, Cabernet, Chardonnay; altri vitigni, infine, hanno scelto territori ben precisi dove riescono a produrre vini di qualità e parliamo – per esempio - di Nebbiolo in Piemonte e Lagrein in Alto Adige.
Infine è solo il caso di accennare che fattori biologici determinanti sono anche il clone, vale a dire la purezza del ceppo che, per la migliore resa ai fini dell’adattamento e la resistenza alle malattie deve provenire da selezioni operate in maniera scientifica da vivaisti specializzati piuttosto che da riproduzioni operate dal viticultore grazie a talee o propaggini di una pianta preesistente. Analogamente è importante la scelta del portainnesto per la realizzazione delle barbatelle, le radici del portainnesto infatti dovranno regolare la vigoria del vitigno nella giusta misura rispetto al vitigno, tipologia del terreno e fattori ambientali.

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